sabato 14 aprile 2012

AGUA SI ORO NO




IN SINTESI (le frasi che escono nel video)


UN POPOLO CHE ALZA LA VOCE IN DIFESA DELLA VITA
·       La Laguna Alforjacocha (Cajamarca – nord del Perú) é seriamente minacciata dal progetto minerario (Miniere Conga e El Galeno)

·       Molte altre lagune come questa, saranno distrutte per lo stesso motivo.

·      TUTTO IL MONDO É PREOCCUPATO PER IL FUTURO DELL’ACQUA... eppure nella nostra regione c’é giá una intensa attivitá di estrazione mineraria... proprio lá dove nascono la nostre acque....

·       La gente di Cajamarca dice NO alla presenza di miniere nel proprio territorio. La veritá é che, quell’oro maledetto, ha aumentato la povertá e i danni alla salute... e lo chiamano tesoro!  

·       Non si tratta qui di avere una mentalitá meschina, né di essere falsi ecologisti... né stupidi comunisti, ma SI TRATTA DI DIFENDERE LA VITA. Acqua pura, aria e cibo invece di cianuro e distruzione.

·       Diciamo NO alle miniere nel nostro territorio e nessuno puó impedircelo.

lunedì 9 aprile 2012

LIMA SIN AGUA - REPORTE SEMANAL (Lima senz' acqua?)



IN SINTESI:

FONTE: Catena televisiva tedesca ZDF

Lima sará la prima grande cittá al mondo che, a causa del cambio climatico, resterá senza una goccia d'acqua... diventando inabitabile. 

INTERVISTA:
La donna intervistata vive in una baraccopoli nella periferia di Lima da 8 anni: non ha acqua potabile in casa... non sa cosa vuol dire aprire il rubinetto. Compra acqua (da bere, per cucinare e per lavare) e la ripone in grandi recipienti spendendo al giorno S/.3,50 (moneta locale); e al mese S/.100. ... molto di piú di una familia che vive nella zona benestante di Lima (che spende invece S/.45 mensuale).

Claus Klever (giornalista tedesco):
Tra pochi anni Lima sará inabitabile. Anche in Venezuela esiste lo stesso problema: qui tolgono l'acqua e la luce almeno due volte la settimana: quando si arriva in aereporto avvisano publicamente la gente che arriva dall'estero.

Juan Carlos Riveros (WWF-Perú)
Purtroppo il governo conosce bene il probelma ...ma non fa niente: il problema rimane sempre lí ...sospeso.

venerdì 6 aprile 2012

AGUA Y SERVICIO



“Ámense…como yo los he amado” – Jesús 


Nosotros que vivimos en Lima, conocemos muy bien la PRECIOSIDAD  del agua y el ALIVIO que dona, sobretodo en los meses más áridos y calientes…. (como estos que estamos viviendo). 
Conocemos también la importancia que tiene cada gesto de generosidad, aunque pequeño y humilde. 

Todo eso lo hemos recordado en “El lavado de los pies” que hemos celebrado en el Hogar, preparándonos así a celebrar mejor la Santa Pascua.      
Este año 12 mujeres en lugar de los 12 Apóstoles; entre ellas algunas mamitas (.... cargando su hijito/a), las chicas que cuidan a los niños en los Comedores y nuestras amigas del restaurante. 



 
ES CIERTO: UN SIMPLE GESTO DE AMOR Y SERVICIO ES "PRECIOSO COMO EL AGUA" Y DONA SIEMPRE "ALIVIO" A LOS DEMÁS.


Así que hemos tocado con mano la cercanía del mensaje de Jesús... y su rostro de Amor... un amor bien concreto y humilde. 
 





É VERO: UN SEMPLICE GESTO DI AMORE E DI SERVIZIO É "PREZIOSO COME L’ACQUA" E DONA SEMPRE UN PÓ DI "SOLLIEVO" AGLI ALTRI...

domenica 1 aprile 2012

EL AGUA DE LA VIDA


La Samaritana: una mujer sedienta de….
(La Samaritana: una donna assetata di…)



 
 
Con las madres del Hogar hemos empezado nuestro recorrido sobre el tema del AGUA. Y lo hemos hecho reflexionando sobre un texto bíblico: Juan 4 (el encuentro de Jesús con la Samaritana). Después de haber actuado el texto… hemos reflexionado junto.

Salieron algunos importantes mensajes: 

·    * A los judíos no caían bien los samaritanos…. La cosa era mucho más seria de lo que ocurre entre peruanos y chilenos…. Jesús quiere ser amigo de todos, y ce acerca también a los samaritanos, buscando dialogo con ellos.
·     *  La mujer al tiempo de Jesús non tenía valor…ni derechos… Jesús quiere brindar también a ella una oportunidad…. Quiere devolverle el valor que merece.
·     *  La mujer era sedienta, muy sedienta… no de agua que tomar sino de…. Amor, acogida, paz del corazón…. De felicidad verdadera…. Quería sentirse amada… y hasta aquel momento había buscado quien podía darle una respuesta, pero sin suceso. Había siempre buscado la felicidad pero en lugares equivocados… 


·     

      Con Jesús es todo diferente: 
   Él tuvo el amor y el valor de acercarse a esta mujer, para dialogar con ella y acogerla sin prejuicios. La Samaritana se sintió acogida, amada así como era….y empezó una vida nueva…. 

 
·   ¡Cuántas enseñanzas para la mujer peruana en este texto bíblico!

venerdì 23 marzo 2012

LA STRADA DI OSCAR ROMERO


24 MARZO .... 32 anni dopo..... per non dimenticare



El Salvador, 1980. Nella piccola nazione del Centramerica, la guerra civile – ormai decennale – ha già causato più di 75mila morti e un milione e mezzo di rifugiati. Il regime al potere, sostenuto dagli Usa, è stato definito «colpevole di genocidio» dalla commissione sulla verità dei fatti, voluta dalle Nazioni unite. La sera del 24 marzo, mentre celebra l’Eucaristia, mons. Oscar Romero, arcivescovo della capitale San Salvador, è ucciso da un sicario.

 Pochi minuti prima, concludendo l’omelia, ha detto: «Uno non deve mai amarsi al punto da evitare ogni possibile rischio di morte che la storia gli pone davanti. Chi cerca in tutti i modi di evitare un simile pericolo, ha già perso la propria vita».

 Romero è stato una sorpresa della storia. I poveri salvadoregni non si sarebbero mai aspettati di vederselo al proprio fianco. Né le élite ecclesiali e di governo di vederselo “contro”. Era stato nominato presidente della conferenza episcopale proprio perché ritenuto un conservatore.
 Ma, tre settimane dopo quella nomina, il fatto che cambiò radicalmente la sua vita: l’assassinio di padre Rutilio Grande, il suo più stretto collaboratore, da parte di sgherri del regime. Romero capì da che parte stare: dalla parte dei poveri. E i poveri divennero per lui coloro senza i quali vivere non sarebbe stato più vivere. E lui divenne per il potere un traditore.

Da quella morte iniziò per Oscar Romero un cammino di liberazione. Che lo portò al martirio. Ma la sua morte fu un canto di resurrezione: «Non credo a una vita senza resurrezione. Se mi uccideranno, risorgerò nel popolo salvadoregno».

Ha lasciato un segno nella chiesa latino-americana e del mondo intero. Ricordare il suo martirio, 32 anni dopo, significa “far memoria” delle cause per le quali fu ucciso, ma soprattutto del suo instancabile impegno a fianco degli ultimi.

In un mondo in cui la guerra e le dottrine sulla “sicurezza nazionale” stanno sempre più diventando strumento di risoluzione dei problemi, Romero invita a
rifiutare le logiche del potere e della violenza, proponendo, con l’esempio della sua vita, la strada della non violenza.

Lui, che il giorno prima di essere ucciso, invitò i soldati a «disobbedire a ordini che ingiungono di uccidere», perché «sono ordini di peccato», invita, anche ai giorni d’oggi, caratterizzati da tante “missioni di pace” condotte con le armi, a considerare l’obiezione di coscienza come opzione cristiana.
 
E se, oggi come nel 1980, in El Salvador ( e in molti paesi del mondo...) i poveri sono sempre di più ai margini della società, mons. Romero ci invita a fare una scelta di parte: «Il mondo dei poveri ci insegna che la liberazione arriverà quando questi nostri fratelli  non staranno più dalla parte di chi riceve le elemosine dal governo e dalle chiese, ma saranno ESSI STESSI  PROTAGONISTI  del loro cammino per la liberazione».

Dal giorno della sua morte la gente lo chiama, lo prega, lo invoca come san Romero d’America. La sua gente l’ha già proclamato santo. Il suo processo di canonizzazione è cominciato quella sera di primavera del 1980. Oggi san Romero vive nei cuori e nelle lotte di tanti popoli. Il luogo della sua canonizzazione non è più la Piazza San Pietro di Roma, bensì
tutte le piazze del mondo, dove si condivide e si lotta per la dignità degli uomini e delle donne.